Daihatsu

Crisi economica globale, mercato dell'auto europeo in difficoltà, competitività crescente. Tutti fattori che hanno spinto diverse case automobilistiche a rivedere le loro strategie industriali e commerciali.

Non sfugge alla regola Daihatsu, la più antica casa costruttrice giapponese, che sta affrontando anche il momento difficile del mercato interno. Nel 2000 le auto vendute in Giappone erano 6 milioni, nel 2010 il dato è sceso a 5 milioni, e per il 2011 la previsione è di 4,5 milioni di unità vendute.

A questo trend negativo si aggiunge la difficoltà di ricavare significativi margini di profitto nell'export, a causa dello sfavorevole rapporto del cambio yen-euro. Una situazione particolarmente pesante per Daihatsu, che non ha impianti produttivi in Europa.

Altri elementi sfavorevoli sono la concorrenza sempre crescente dai segmenti dei veicoli elettrici e ibridi, e la presenza di nuovi competitor nei mercati emergenti, come quelli di Indonesia e Malesia.

Infine, le normative europee in materia di emissioni sono sempre più severe, e richiedono investimenti notevoli in ricerca e sviluppo per l'adeguamento dei veicoli.

Per questo motivo la casa giapponese ha deciso di interrompere la vendita di veicoli nuovi in Europa, a partire dal primo febbraio 2013.

Tuttavia la casa giapponese intende rassicurare la clientela Daihatsu in Europa che onorerà la garanzia sui veicoli e che continuerà ad assicurare i servizi di riparazione e manutenzione e la vendita di parti di ricambio fino a quando ci sarà domanda, attraverso la rete di riparatori autorizzati Daihatsu in Europa.

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